2.1
Presentazione
Il P.A.L. dei Nebrodi interessa il territorio dei 16 Comuni contigui
di Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, Castel di Lucio,
Cesarò, Mistretta,
Militello Rosmarino, Motta d'Affermo, Reitano, San Fratello, S. Marco
d'Alunzio,
Sant'Agata di Militello, S. Stefano di Camastra, San Teodoro e
Tusa. Tutti situati nella
parte occidentale della Provincia di Messina ed a struttura socioeconomica largamente
omogenea.
Detti Comuni, elencati alla seguente tavola 1, hanno una
superficie complessiva pari a 1017,25 Kmq e una popolazione, al Censimento Generale della
Popolazione 1991, pari a 65.802 residenti di cui 34.054 donne e 31.748 uomini.
I Nebrodi, di cui fanno parte i 16 Comuni interessati dal
P.A.L.,
rappresentano un ambito territoriale dalla forte identità per caratteri specifici legati
alla natura e all'insediamento umano. Larea dei Nebrodi, si trova nella parte
nord-orientale della Sicilia, fra i Peloritani ad est e le Madonie ad ovest, e costituisce
un complesso territoriale esteso per circa 70 Km. I Monti Nebrodi rappresentano il
naturale prolungamento della dorsale appenninica in Sicilia.. Fra i maggiori rilievi si
ricordano il Monte Soro (1.847 m.), Serra del Re (1.754 m.), Pizzo Fau (1.686 m.) ed altri
compresi fra i 1.646 metri ed i 1.315 (Rocche del Crasto).
Due fiumi, il Simeto e lAlcantara, che ne delimitano in
parte il territorio, hanno origine dai Nebrodi e sfociano sullo Ionio. Mentre, sul
versante Tirreno, si delineano numerosi corsi d'acqua a carattere torrentizio quali il S.
Stefano, il Caronia, l'Inganno, ecc.
L'area complessiva dei Nebrodi, ma in particolare quella compresa
nei 16 Comuni in oggetto, pur essendo largamente antropizzata e occupata, presenta
rilevanti bellezze naturali, ricca comè di boschi e pascoli, con una flora e una
fauna tipiche.
Inoltre, si sottolinea che "l'accidentata orografia, e
per certi versi la relativa perifericità rispetto ai centri del potere ed economici e ai
principali itinerari di comunicazione terrestre all'interno del triangolo siciliano, sono
stati i principali fattori che hanno condizionato l'insediamento e le attività umane nel
territorio dei Nebrodi. Legata soprattutto alle attività silvopastorali, contadine ed
artigiane, con capacità produttiva talvolta utile appena al fabbisogno interno,
l'economia "storica" del territorio ha visto le popolazioni locali solo
marginalmente interessate ai traffici del prodotto granario che dalle aree centroisolane
transitava alla volta dei caricatori costieri, o forse, maggiormente, a quelli del legno o
del carbone, ricavati dalle foreste che ne coprono i rilievi.
Pertanto, in antico i centri abitati hanno occupato quei
siti relazionati con le zone produttive o più vicine alle vie di comunicazione, comunque
garantiti per le posizioni forti e sicuri da attacchi e insidie. Dopo il lento processo
che portò alla definizione di piccoli centri di popolazione durati sino a tutta l'età
classica, furono le "terre e i castelli" del periodo feudale (così come vengono
descritte in un documento ruggeriano del XII secolo), a rappresentare una rete strutturata
di centri urbani, tuttora esistenti, e da cui derivò infine - con inevitabili sacrifici
demografici a carico di quelli antichi - la genesi dei centri costieri (le
"marine"), sorti a partire dal XII secolo lì dove nuove sorti politiche ed
economiche favorivano sicurezza, comunicazioni, sviluppo".
Questo processo storico di formazione e trasformazione ha
provocato nell'area fino ad oggi la persistenza di importanti "centri storici"
spesso troppo poco conosciuti quali Alcara li Fusi, Capizzi,
Caronia, Cesarò, Militello, Mistretta, che possono anch'essi diventare un momento di grande richiamo nel rilancio
economico e sociale dei Nebrodi.
Per queste sue caratteristiche morfologiche e naturali una parte
essenziale del territorio dei Nebrodi è diventata un "Parco Regionale",
istituito attraverso un complesso iter legislativo che, iniziato nel 1981, si è concluso
nell'agosto del 1993 ed è ormai funzionante.
L'estensione del Parco è di 85.000 ettari e la sua superficie è
suddivisa in quattro zone (A-B-C-D), sottoposte a particolari divieti e limitazioni.
Del Parco dei Nebrodi fanno parte 17 Comuni della Provincia
regionale di Messina, 3 della Provincia regionale di Catania e 1 delle Provincia regionale
di Enna. Il territorio vincolato interessa circa la metà della superficie dei 21 Comuni
che compongono il Parco e sono:
- Alcara li Fusi, Capizzi,
Caronia, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino,
Mistretta, San Fratello, S. Marco d'Alunzio, Santa
Domenica Vittoria, S. Agata di Militello, S. Teodoro, S. Stefano di
Camastra, Tortorici e Ucria, nellarea messinese;
- Bronte, Maniace e Randazzo, nellarea
catanese;
- Cerami, nellarea ennese.
Dei 16 Comuni interessati dal
P.A.L.
Nebrodi solo 11 fanno parte del Parco (Alcara li Fusi, Capizzi,
Caronia, Cesarò,
Militello Rosmarino, Mistretta, San Fratello, S. Marco d'Alunzio, Sant'Agata di
Militello,
S. Stefano di Camastra, S. Teodoro), mentre gli altri 5 (Acquedolci, Motta dAffermo,
Reitano, Tusa, Castel di Lucio) ne sono esclusi.
2.2 I
macro-criteri di valutazione
Un primo più generale quadro della configurazione socioeconomica
del territorio interessato dal P.A.L. e della sua popolazione si può avere dalla tavola 1
bis che fornisce i macro-criteri di valutazione socioeconomica dell'area, per Comune,
secondo le indicazioni fornite dalla Regione siciliana.
Dalla lettura della tavola traspare chiaramente la situazione di
disagio e difficoltà alle quali l'area deve far fronte. Tipica area interna,
prevalentemente montuosa, della Sicilia essa fa registrare le seguenti frequenze dei
parametri valutativi stabiliti dalla Regione Sicilia (Alto, Medio, Basso).
Su 16 Comuni interessati dal P.A.L.:
- 11 hanno un tasso di popolazione attiva, addetta
all'agricoltura, alto, 3 medio e due basso;
- 10 hanno un tasso di disoccupazione giovanile medio e 6
basso;
- 11 hanno un reddito Irpef basso, 3 medio e 2 alto;
- 7 hanno un tasso migratorio basso, 6 medio e 1 alto;
- 10 sono classificati di montagna e 6 di collina.
|