Parco dei Nebrodi
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  G.A.L. NEBRODI S.C.A R.L.
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TUSA
Superficie territoriale: 40,93 kmq
Altezza sul mare:  613 m
Abitanti:  3420 circa
Distanza da Messina:  150 km
Collegamenti da Messina: Stazione ferroviaria
e autoservizi da Messina.
Chiese: Chiesa di S. Nicola, Chiesa di S.Giovanni Battisti,
Chiesa di S. Caterina, Chiesa di S. Pietro, Chiesa di S. Giuseppe, Chiesa di Madre Maria SS. Assunta, Chiesa di S. Antonio,
Santuario S.Maria delle Palate, Santuario Maria SS. della Catena.
Monumenti: Area archeologica di Halaesa, Arco della porta, quartiere "Prantia".
Feste:  Festa del patrono Maria SS.Assunta 14-15 Agosto.
Fiere: Fiera del bestiame 2 Maggio, 5 Agosto.

      
 
     Il fascino dell'antichitΰ, l'ebrezza dei secoli, ecco quello che offre Tusa, paese aggrappato sulla sommitΰ di un colle a pochi chilometri da S.Stefano Camastra.
     Qui sono venute alla luce negli anni scorsi numerose testimonianze di Halesa, cittΰ fondata nel 403 avanti Cristo. Mura, colonne intatte, tutto l'impianto urbanistico di questa cittΰ rivela un centro attivo ed importante per quell'epoca. Una statua proveniente dagli scavi di Halesa θ attualmente conservata nel palazzo municipale.
     La Chiesa Madre e l'oratorio barocco del Sacramento, riportanti stucchi e affreschi del 1600, altre opere del '400 e del '500, portali medievali confermano il ricco partimonio artistico e culturale di questo centro collinare.
     Ma chi arriva nelle immediate vicinanze di Tusa, non puς non rimanere impressionato dalle opere d'arte che hanno trasformato la valle e il litorale di Tusa, un'idea concepita da una mente fervidissima e dedicata interamente all'arte. E proprio "Fiumara d'Arte" si chiama quel susseguirsi di gigantesche opere create da artisti come Pietro Consagra ("La materia poteva non esserci"), Tano Festa ("Monumento per un poeta morto"), Italo Lanfredini ("Il labirinto"), Paolo Schiavocampo ("Una curva gettata alle spalle del tempo"), Antonio Di Palma ("Onda Mediterranea"), Pietro d'Orazio e Graziano Marini ("Arethusa") e Hidetoshi Nagasava ("La stanza della barca d'oro").
     Il tutto grazie ad una geniale intuizione di Antonio Presti, conosciuto anche come "il mecenate di Tusa", che ha voluto, fortemente voluto, "riempire" d'arte questa zona a lui tanto cara, e l'ha difesa contro tutti gli attacchi.
   

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